CARCERE O AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI? ECCO COSA RISCHIA BERLUSCONI. INTERVISTA A TISCALI

Sulla calendarizzazione del processo Mediaset e i possibili scenari che vedono coinvolto Silvio Berlusconi riporto l’intervista rilasciata a Paolo Salvatore Orrù per il portale tematico di Tiscali.

Carcere o affidamento ai servizio sociali? Ecco cosa rischia Berlusconi: il parere del penalista

di Paolo Salvatore Orrù

“Nell’immediato, anche se la Corte di Cassazione dovesse decidere di confermare la sentenza di condanna sul caso dei diritti Mediaset, Silvio Berlusconi, pur condannato a quattro anni, non rischia il carcere: per tre di questi anni dovrebbe beneficiare dell’indulto che, come si sa, estingue la pena”. E’ questo il parere dell’avvocato penalista cassazionista, responsabile del Comitato Radicale per la Giustizia “Piero Calamandrei”, Giuseppe Rossodivita. Al Cavaliere di Arcore, di conseguenza, resterebbe solo un anno da scontare e con questo residuo l’ordinamento, anche per il cittadino Berlusconi, “prevede la possibilità di usufruire di una serie di misure alternative che non contemplano la reclusione”.

Insomma, Berlusconi non vedrà il sole da dietro le sbarre?

“Ovviamente, se gli sarà notificato l’ordine di esecuzione della pena con riferimento all’anno residuo non coperto dall’indulto, Berlusconi sarebbe costretto a rivolgersi al tribunale di sorveglianza per essere ammesso a misure alternative: sicuramente l’affidamento in prova al servizio sociale”.

Potrebbe verificarsi un cumulo di pene se l’ex premier sarà condannato per il caso Ruby?

“Il problema del carcere Berlusconi dovrebbe porselo solo se dovesse diventare definitiva la sentenza del caso Ruby. Tuttavia, siamo di fronte a un primo grado di giudizio poi ci sarà l’appello e quasi sicuramente il ricorso in Cassazione: almeno per ora il Cavaliere non rischia la galera. In caso di condanna però scatterebbe il cumulo delle pene, ma solo se prima che arrivi il verdetto, l’ex premier non ha ancora espiato nei servizi sociali l’anno residuo della sentenza Mediaset. E in quel caso niente potrebbe salvarlo nemmeno l’età: nelle nostre carceri ci sono, purtroppo, molti ultra ottantenni”.

In quotidiani come Libero, cassazionisti ritengono “irrituale” il comportamento dei giudici

“In termini di legge, la Corte di Cassazione non ha fatto nulla che vada al di là delle norme: a quanto mi risulta dalla lettura dei giornali, c’era stata una segnalazione ad hoc della corte di appello di Milano per far presente alla Corte Cassazione prescrizioni intermedie che avrebbero potuto maturare da qui a breve, così nella stessa mattina in cui è arrivato in Corte il ricorso di Berlusconi è stata fissata un’udienza per il 30 luglio. Tutto questo è perfettamente conforme alla legge, ma senza dubbio è un provvedimento rarissimo”.

Insomma, è davvero una procedura poco utilizzata?

“I giornalisti dovrebbero indagare su quante altre volte la Corte d’Appello di Milano ha segnalato alla Corte di Cassazione sentenze che stavano per essere impugnate erano in procinto di godere della prescrizione. Credo che la corte d’appello di Milano, così come le altre corti d’appello d’Italia, non lo abbiano mai fatto un sollecito e una segnalazione di questo tipo: altrimenti non si verificherebbero, come quotidianamente si verificano, le prescrizioni fra il grado di Appello e il grado di Cassazione.

Posted on: 13 luglio 2013, by :