Carceri Lazio, Rossodivita: su mozione da Storace strumentalizzazione demagogica ed irresponsabile

Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio

Il Consigliere Francesco Storace pensa di essere Vasco Rossi e ci delizia con delle belle perle audio video sulla sua pagina facebook. Purtroppo per lui senza lo stesso successo.

Ovviamente ciò che è accaduto in Consiglio Regionale è un tantino diverso da quello che lui racconta ai suoi poveri fans, a partire dal fatto che, contrariamente a quel che lui dice nel videoblog, il Consiglio Regionale non può votare alcuna amnistia, tant’è che l’unico che ha voluto strumentalmente introdurre il tema dell’amnistia nella mozione è stato proprio Storace.

Se lo faccia spiegare Storace, che l’amnistia non può essere votata dal Consiglio Regionale, magari se lo faccia spiegare dal suo consigliere comunale di Roma, on. Avv. Daro Rossin, che ha imposto alla guida dell’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio Arturo Carlo Jemolo, pretendendo la testa del precedente commissario che, dopo anni bui, aveva ben gestito i fondi pubblici riportando l’Istituto a riappropriarsi del prestigio e dell’autorevolezza di un tempo.

Giochettini irresponsabili per puntare i piedi con il resto del centro destra in Consiglio Regionale nel tentativo di conquistarne la leadership.

E giochettini per fare proseliti con infami demagogie e populismi che fondano il loro successo sulla ignoranza indotta nei loro sudditi dalla disinformazione di regime. Pronto, il regime come Storace, ad elargire “le grazie” del potere ai sudditi che al potere si rivolgono con le mani giunte.

Ma che bel Paese, che bella Italia, con questa classe politica che non sa neppure di cosa si parla quando si parla di amnistia, di legalità, di sicurezza – abbiamo sentito interventi esilaranti in Consiglio – con questa classe politica che usa il potere per ridurre i cittadini in sudditi, con questa classe politica che usa i soldi pubblici per ottenere voti – Storace, solo per ricordare un dato, lasciò in eredità a Marrazzo, secondo quanto riferito dal Consigliere Maruccio, 500 dirigenti esterni della Regione (circa 2000 voti considerando le famiglie) – con questa classe politica che ha così portato l’Italia alla bancarotta fraudolenta, altro che default!

Ribadisco che la mozione in Consiglio Regionale non è per l’amnistia – solo chi non sa cosa sia l’amnistia potrebbe pensarlo – è una mozione che vuole e deve portare la Regione a fare quello che la Regione può fare per le disastrate carceri laziali, per i detenuti, definitivi ed in attesa di giudizio, per gli agenti di polizia penitenziaria, per i direttori, per gli assistenti, per gli psicologi, per la legalità internazionale e costituzionale.

Storace lo sta impedendo.

Ribadisco che, invece, a livello nazionale la nostra battaglia è per l’amnistia quale strumento di governo di una situazione non più governata, quale pre condizione per quelle riforme strutturali della giustizia che, sole, possono consentire di interrompere la flagranza di una condotta dello Stato che tiene i propri detenuti (innocenti e colpevoli) come fossero prigionieri da torturare.

Lo dico con il Capo dello Stato, la situazione delle carceri fa vergognare l’Italia davanti al mondo ed all’Europa; il carcere è privazione della libertà personale, non è e non deve essere privazione della dignità, del diritto alla salute, del diritto di lavarsi, del diritto di mangiare, del diritto di vivere in celle pulite o persino del diritto di fare i propri bisogni fisiologici con la dovuta riservatezza.

Allora Amnistia, Amnistia, Amnistia per la nostra Repubblica ed Amnistia anche per Storace ed il suo gruppo di coimputati, a meno che anche lui non punti a quell’amnistia clandestina e di classe che è la prescrizione del processo che a distanza di 6 anni e mezzo dai reati che gli sono stati contestati lo vede ancora condannato solo in primo grado ad una anno e sei mesi di reclusione e che, appunto, tra circa un anno, con due gradi di giudizio ancora da fare, si prescriverà.

Posted on: 30 Settembre 2011, by :