INTERVISTA SPOTLIGHT PER CORRIERE.TV: ABOLIRE LEGGE PER I FONDI AI PARTITI E ISTITUIRE ANAGRAFE DEGLI ELETTI – VIDEO

Di seguito l’intervista di Alessandro Capponi a Corriere.Tv per la rubrica “Spotlight il voto nel Lazio”

I Radicali restituiscono 360 mila euro di fondi non utilizzati alla Regione Lazio. E vanno all’attacco del sistema Fiorito. Chiedendo l’abrogazione della legge “che consente fondi ai gruppi, e la non sostituzione di questo sistema con nessun altro meccanismo”. Perché “questo sistema è frutto di un percorso che da trent’anni a questa parte ha voluto sempre garantire queste sostanze alla partitocrazia del Lazio», spiega Giuseppe Rossodivita nell’intervista Spotlight realizzata per Corriere.Tv.

ANAGRAFE DEGLI ELETTI – E per migliorare il rapporto tra cittadini elettori ed eletti, spiega Rossodivita, “uno dei nostri primi atti sarà la proposta di legge sull’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati: un archivio che servirà agli elettori per conoscere effettivamente tutto quel che accade dentro la Regione Lazio”.

SANITA’: TAGLIARE AI PRIVATI – Sulla Sanità, la posizione dei Radicali è realista: “Le gestioni scellerate in precedenza da parte di tante amministrazioni, sia di sinistra sia di destra, hanno portato a questa situazione. Oggi i tagli sono evidentemente necessari ma vanno fatti in modo intelligente”. Polverini non ha voluto tagliare, secondo Rossodivita, «perché le spese sono spesso dovute alla sanità privata e religiosa e loro avevano dei debiti da pagare”. I Radicali sottolineano di non aver alcun legame in tal senso.

Citano Gandhi, restituiscono i soldi, invitano gli altri a fare lo stesso. La battaglia dei Radicali, appena riammessi alle elezioni del Lazio, parte da qui. Una corsa finora in salita. Prima il «diktat» di Nicola Zingaretti, con l’obbligo di non ricandidare nessuno dei consiglieri uscenti. Poi il flirt con Storace, cancellato dalla rivolta della base. In seguito la mancata ammissione, per le troppe donne nel listino (5 contro 4 uomini, più il candidato governatore) e il «ripescaggio» deciso dal Tar.

Alla fine, i Radicali (lista «Amnistia, giustizia, libertà») ci saranno e inaugurano la loro campagna elettorale con una mossa a sorpresa: «Abbiamo restituito – dice Giuseppe Rossodivita, candidato governatore – 360 mila euro di fondi residui del nostro gruppo. Gli altri facciano lo stesso». La richiesta, in realtà, è arrivata lo scorso 8 gennaio dalla Pisana: tutti i partiti politici erano «invitati» a ridare i fondi non spesi. «Anche senza quella lettera – aggiunge Rossodivita – ci saremmo regolati allo stesso modo». Una parte rimane nelle casse del partito: «Tratteniamo 32 mila euro per impegni di spesa, vari, più 10 mila per spese non previste fino a fine legislatura. Verranno restituiti quando ci sarà lo scioglimento definitivo del Consiglio».

È qui che scatta la citazione del «Mahatma» indiano: «Sono le azioni che contano, diceva Gandhi: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo». In conferenza stampa, distribuita la fotocopia del super bonifico di rimborso. In più, il dettaglio dell’utilizzo dei fondi del gruppo. Alcune voci (i 10 mila euro dati all’associazione «Luca Coscioni» o i 108 mila euro per le «spese per il congresso a Chianciano dal 17 febbraio al 20 febbraio 2011») sono oggetto di critica da parte degli altri partiti.

Ma i Radicali, dalla loro, rivendicano due fatti: essere stati i primi, nell’estate del 2012, a denunciare lo scandalo dei fondi regionali ed essere stati i primi a mettere tutto on line. Ora tornano all’attacco: «Quanti soldi – insiste Rossodivita – hanno ancora gli altri gruppi politici? Ci auguriamo che venga fatta luce anche sull’attuale legislatura. I soldi non possono essere usati per la campagna elettorale».

A fianco del candidato governatore, l’altro consigliere uscente Rocco Berardo. I due ricordano «il veto di Zingaretti, vittima dei consiglieri uscenti del Pd che non ci volevano in lista, perché nella passata legislatura gli abbiamo parecchio rotto le scatole». Ancora: «Zingaretti immagina solo la trasparenza nei suoi manifesti elettorali ma non l’ha realizzata alla Provincia». E spiegano: «Sul sito di palazzo Valentini, dopo 15 giorni vengono rimosse le delibere di giunta e consiglio. Perché Zingaretti dovrebbe cambiare da governatore della Regione?».

Posted on: 3 Febbraio 2013, by :